Articles from Conversazioni sulla lotta di classe (?) |
paolo rossi, vladivostock (3)
2007-07-07 06:58:40
Dopo quel giorno, quando si erano conosciuti, i due si erano visti ancora. Antonio lo aveva fatto sempre in gran segreto, per non dover spiegare nulla ai genitori. Marina, la madre, passava più tempo in casa rispetto al marito ma non aveva mai legato con i vicini, e soprattutto con le quattro famiglie del blocco di Oreste, che erano le più distanti, manteneva un certo distacco. Per questo An-tonio non aveva voluto spiegare niente a nessuno, e soprattutto una cosa come quella che non sapeva nemmeno lui cosa fosse. Quando sarebbe venuto il mo-mento giusto le avrebbe raccontato tutto, ora non avrebbe saputo cosa dirle.
Con suo padre invece parlava solo di scuola e di come gli stavano andando le cose, con lui non riusciva a parlare come faceva con la madre. Si sedevano a tavola e terminati i convenevoli non sapeva più cosa dirgli.
Debora invece non sembrava preoccupata da quegli incontri, e quando il ragazzo era insieme con lei non aveva mai fatto storie riguardo a quei problemi di con ...
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de andrè, il bombarolo
2007-07-05 16:33:28
Chi va dicendo in giro
che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore
mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente
ancora poche ore
poi gli darò la voce
il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile
parente artigianale
di ordigni costruiti
su scala industriale
di me non farà mai
un cavaliere del lavoro,
io sono d’un’altra razza,
son bombarolo.
Nello scendere le scale
ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile
giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui
la decisione è mia
sulla condanna a morte
o l’amnistia.
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c’è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d’un altro avviso,
son bombarolo.
Intellettuali d’oggi
idioti di domani
ridatemi il cervello
che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Vi scoverò i nemici
per voi così distanti
e dopo averli uccisi
sarò fra i latitanti
ma finch ...
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g. conte, un centro
2007-07-04 12:31:41
Mia vita, dai, regalamelo,
fa che torni a Milano
che prenda casa lì
e non troppo lontano
da Piazzale Lodi.
Un alloggio comune
due vani e un balcone
da cui soltanto vedi
un po’ di verde smorto
rotaie, facciate, tetti
nel fumo della città,
quello dove abitai
d’autunno, trent’anni fa.
Fammi prendere il 13
- chissà se esiste ancora -
il tram che va sino al Duomo
e rivedere il droghiere
con sempre voglia di ridere
da cui andavo a comprare
cibo già pronto.
Mia vita, dammi un centro
un ubi consistam, dentro
mura dove maturi
il mio pensiero e il mio fare.
Sono stanco di vagabondare.
Di avere sempre di fronte il mare.
[giuseppe conte, ferite e rifioriture, mondadori]
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h. m. enzensberger, divisione del lavoro
2007-07-02 12:06:16
Che la stragrande maggioranza
della stragrande maggioranza
non capisca pressoché nulla,
per es. poesia, diritti d’opzione,
numeri pseudoprimi,
e mettici perfino
i massimi sistemi -
è più che comprensibile!
La stragrande maggioranza
ha tutt’altre preoccupazioni,
imperturbabile si tiene
ai figli e alle mutue,
letto soldi pop sport,
e tutto ciò di cui la minima minoranza
non vuole sapere nulla.
Dove andremo a finire
coi nostri cervellini
se tutti pensassero su tutto?
Solo di quando in quando,
in certe interminabili sere,
un’occhiata dall’altra parte,
alla finestra illuminata
dove vivono gli altri,
e la vaga sensazione
di essersi persi qualcosa.
[hans magnus enzensberger, più leggeri dell’aria, einaudi]
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p. larkin, annus mirabilis
2007-06-30 12:17:07
I rapporti sessuali incominciarono
nel millenovecentosessantre
(invero piuttosto tardi per me) -
tra la fine del bando a Lady Chatterley
e il primo ellepì dei Beatles.
Fino ad allora c’era stato soltanto
una specie di negoziato,
un bisticcio per un anello,
una vergogna che iniziata a sedicianni
si diffuse su ogni cosa.
Poi all’improvviso la lite cessò:
ognuno se ne accorse,
e ogni vita si tramutò
in una fantastica rovina per il banco,
in un gioco quasi senza perdite.
Non ho più avuto un periodo migliore
del millenovecentosessantatre
(per quanto troppo tardi per me) -
tra la fine del bando a Lady Chatterley
e il primo ellepì dei Beatles.
[philip larkin, finestre alte, einaudi]
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a. merini, del tuo ultimo tempo senza colore
2007-06-30 12:08:35
Del tuo ultimo tempo senza colore,
delle tue arringhe senza popolo,
della tua vasta legge d’amore
che dà ozi e digiuni,
girando intorno a una grande solitudine
hai scoperto il baricentro del cuore,
o mio sudato amore senz’arte
che mi hai fatto le carte del pudore.
[alda merini, ballate non pagate, einaudi]
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m. de cervantes, dialogo fra babieca e ronzinante
2007-06-29 12:36:31
Sonetto
B. Vi trovo, Ronzinante, assottigliato.
R. Sfido! Non mangio e sempre si travaglia.
B. E la biada non c’è? Non c’è la paglia?
R. Il mio padrone me n’ha divezzato.
B. Siete davvero un bel maleducato.
Sparlare del padrone è da somaro.
R. Se c’è somaro è lui, ciò sia ben chiaro.
Lo volete sapere è innamorato.
B. E’ forse sciocco amare? R. E’ una follia.
B. Metafisico siete! R. Non mi sfamo.
B. Ditelo allo scudiero. R. Grazie tante.
Che val lagnarsi della pena mia,
se padrone e scudiero o maggiordomo
ben più ronzini son di Ronzinante?
[miguel de cervantes, don chisciotte della mancia, einaudi]
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f. pessoa, il libro dell’inquietudine (176)
2007-06-29 12:24:37
Il fatto di vivere le cose più semplici, davvero le più semplici, quelle che niente può rendere mezze-semplici, me le rende complesse. Dare il buongiorno a qualcuno a volte mi atterrisce. La voce mi si blocca, come se fosse un’audacia strana pronunciare quelle parole ad alta voce. E’ una specie di pudore di esistere: non ha altro nome.
L’analisi costante delle nostre sensazioni crea un nuovo modo di sentire che sembra artificiale a colui che analizza solo con l’intelligenza e non con la sensazione.
Per tutta la vita sono stato futile metafisicamente e serio nel giocare. Non ho fatto niente seriamente per quanto lo volessi. Si è divertito in me, con me, un malizioso Destino.
Avere delle emozioni di cotonina, o di seta, o di broccato! Avere delle sensazioni descrivibili in questo modo! Avere delle sensazioni descrivibili!
[fernando pessoa, il libro dell’inquietudine, feltrinelli]
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Dell
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