Articles from Conversazioni sulla lotta di classe (?) |
g. garancini, due poesie
2007-04-25 07:46:00
spinge la
sera le
ultime vetture
sull’asfalto del
piazzale ora
vado
cercando di
dimenticare che
domani
sarò
di nuovo
qui.
***
anche se
i rumori
dell’officina
coprono
a volte
le nostre
affannose
parole.
CI SIAMO.
[da LOGOS, n° 1 - gennaio/febbraio 1982]
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v. guerrazzi, il sangue della rivoluzione
2007-04-24 16:26:00
Oh fabbrica, tetra
come un cielo grigio d’autunno.
Oh macchine, tormento della natura.
Oh vita arida schiacciata
dalle lotte degli anni.
Tu fabbrica chiudi nel ventre
il contadino che coltivava la terra
e come un serpe velenoso
ne suggi il sangue.
I tuoi utensili sono come il becco delle aquile
che strappano la carne dalle ossa
e il suo sangue scorrendo sulla bruna terra
fa nascere il rosso papavero.
Il papavero è il tesoro del grano
che lo fa rispledere nel sole di maggio.
….
[vincenzo guerrazzi, vita operaia in fabbrica: l’alienazione, genova, 1972]
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f. brugnaro, non ditemi di non disturbarvi
2007-04-24 13:59:00
Blocchi giganti di cemento
grandi intelaiature di ferro
lunghi tubi
si sono accampati sul mio sangue.
La polvere, il ferro, gli asfalti
mi hanno ricoperto tutta l’anima.
I miei occhi sono appesi
a densi funghi gialli
velenosi
che premono di continuo contro il cielo.
Non ditemi di non chiamarvi,
di non disturbarvi.
Nelle mie carni si sentono solo
lunghe grida di sirene
stridori di lamiere
rumori aspri.
Le ciminiere sono ferite, crateri
profondi aperti
sul mio corpo.
Non ditemi di lasciarvi in pace.
La morte si sta accanendo
contro la vita.
La morte è tutta scoperta.
Non ditemi che non vi interessa.
Non ditemi che non vi interessa.
[ferruccio brugnaro, il silenzio non regge, bertani, 1978]
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t. di ciaula, di sera [da poesie]
2007-04-24 13:50:00
Io muoio ogni giorno
di sera,
quando ho già risposto
furori e dolcezze,
qualche rotto giocattolo.
Al latrato del cane
banda tragica la tramontana,
dalle tasche e dagli occhi
fili di sole dipanano,
m’aggroviglio di tristezze e stanchezze.
Pochi specchi, poche acque liete,
sul pianerottolo della strega
traggono accordi
da una pelle d’asino.
Occhi di pece:
non ti riconosco Maristella,
nè le tue arancie
nè la tua allegria,
l’ho lasciata giù nei prati
quella mia.
[tommaso di ciaula, poesie, bari, 1974]
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levi, se questo è un uomo
2007-04-23 15:01:00
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
[primo levi, se questo è un uomo, torino, 1976]
Si esto es un hombre
Los que viven seguros
En sus tibias casas.
Ustedes que encuentran volviendo a la noche
La comida caliente y los rostros amigos:
Consideren si esto es un hombre
Que trabaja en el fango
Que no conoce la paz
Que lucha por un mendrugo de pan
Que muere por un sí o por un no.
Consideren si esta es una mujer,
Sin cabello y sin nombre
Sin más fuerzas para recordar
Los ...
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r. amato, ventofino
2007-04-22 02:33:00
La grande pila degli stoccafissi
dove l’acqua riposa
e un odore di fondo
di qualcosa…
di tinche andate a male
latte?
uova d’aringhe?
il sale tra le lische
brina l’argento vecchio
delle squame
solo il taglio velato
del salame
appena mi rallegra
con quegli occhietti bianchi
chissà perchè mi sembrano
confetti…
- quasi quasi mi sposo
- dico così per dire
alle clienti più piacenti
mentre contemplo i petti
negli scolli
e meno male che non vendo
polli
e non sbuzzo galline
e non incarto fegatini
e creste di tacchini…
[roberto amato, le cucine celesti, diabasis, 2003]
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dipasquale, [da] camaleón
2007-04-22 01:55:00
Depresión
¿Por qué mi abuela mantenía extrañas y lejanas amistades?
En mi infancia, ella y yo, visitábamos a una familia numerosa. No recuerdo a ninguno de sus integrantes. Sólo el fondo de la casa: El Jardín. Y en el centro del terreno estrictamente rectangular:
Un Teléfono Público Negro.
***
La música del tubo descolgado alborota en el bodegón a los que todavía no nacieron.
Ellos se emborrachan, yo sonrío.
Diminutas chicharras negras intentan en el aire un rastro invisible y bajan a escarbar en mi piel.
Me sumerjo en la gama del lila y del rojo:
Por fin
la brisa
balancea
los fetos
de higueras y parras.
Depressione
Perché mia nonna aveva strane e distanti amicizie?
Nella mia infanzia visitavamo una famiglia numerosa. Non ricordo nessuno dei suoi membri.
Solo il fondo della casa: il giardino e nel centro di un’aiuola lunga e rettangolare:
un telefono pubblico nero.
La musica del tubo appeso eccita questa natura che non sarà mai viva.
Bevono ed io sorrido.
Cicale nere ...
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w. h. auden, la verità, vi prego sull’amore
2007-04-21 15:09:05
Dicono alcuni che amore è un bambino, e alcuni che è un uccello, alcuni che manda avanti il mondo, e alcuni che è un’assurdità, e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l’aria di sapere, sua moglie si è seccata e ha detto che non era il caso no.
Some say that love’s a little boy, and some say it’s a bird, some say it makes the world go round, and some say that’s absurd, and when i asked the man next-door, who looked as if he kenw, his wife got wery cross indeed, and said it wouldn’t do.
[O tell me the truth about love]
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un progetto: La Infancia del Procedimiento
2007-04-21 12:03:00
La Infancia del Procedimiento es un espacio colectivo de poesía contemporánea, abierto a diferentes estéticas, y en el que cada escritor reflexiona y cuenta su procedimiento de escritura acercando fotos de la infancia, dibujos, manuscritos y textos…
Per informazioni…
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paolo rossi, tutta quella gente
2007-04-21 08:50:00
non riconosce più tutta la gente che ha intorno
come Giovanni che quando rincasa con i giornali
trova su una panchina al parco delle rose dove vanno i vecchi a ballare
anche lui non riconosce nessuno
e quando lo guarda negli occhi
può essere chiunque ciao Giovanni… che fai?
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f. currà, l’operaio di bronzo
2007-04-21 07:00:00
Quando il cuore è addentato
da trapani e catene
d’ossa contorte, quando sono preda
di ganasce rapaci,
una spiegazione non è più precisa di altre.
Il riposo e il benessere è assenza.
Soltato il cazzo duro
è la botta di sangue del reale.
Se mi lascio annientare
dalle sonorità
sguaiate e incantatrici
delle distanze unitarie
mi sentirò necessario
un po’ fuori, un po’ da parte.
Ripeterò la vità imbalsamata.
Sarò l’operaio
di bronzo e porcellana allineato
sulla mensola
d’un camino ardente.
[francesco currà, rapsodia meccanica. poesia in fabbrica, squilibri, 1977]
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e. sanguineti, postkarten (62)
2007-04-21 00:35:00
la poesia è ancora praticabile, probabilmente: io me la pratico, lo vedi,
in ogni caso, praticamente così:
con questa poesia molto quotidiana (e molto da quotidiano, proprio): e questa poesia molto giornaliera (e molto giornalistica, anche, se vuoi) è più chiara, poi, di quell’articolo di Fortini che chiacchiera
della chiarezza degli articoli dei giornali, se hai visto il “Corriere” dell’11,
lunedì, e che ha per titolo, appunto, “perchè è difficile scrivere chiaro” (e che
dice persino, ahimè, che la chiarezza e come la verginità e la gioventù”: (e che
bisogna perderle, pare, per trovarle): (e che dico, guarda, che è molto meglio
perderle che trovarle, in fondo):
perchè io sogno di sprofondarmi a testa prima,
ormai, dentro un assoluto anonimato (oggi, che ho perduto tutto, o quasi): (e
questo significa, credo, nel profondo, che io sogno assolutamente di morire,
questa volta, lo sai):
oggi il mio stile è non avere stile:
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n. balestrini, vogliamo tutto
2007-04-20 15:13:15
Nel sud erano già dieci, quindici anni che era cominciato. L’intervento Cassa, le nuove industrie, la campagna che deve essere industrializzata. E nei comizi che si sentivano allora si diceva che per il progresso del mezzogiorno bisognava lavorare. Per una nuova dignità bisognava produrre. Che ci voleva un nuovo sud, lo sviluppo, pane per tutti, lavoro per tutti eccetera. Lo diceva la DC, lo diceva il PCI, lo dicevano tutti.
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j. d. salinger, il giovane holden
2007-04-20 15:05:33
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quella baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.
If you really want to hear about it, the first thing you’ll probably want to know is where I was born, and waht my lousy childhood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfiled kind of crap, but I don’t feel like going into it, if you want to know the truth. [The Catcher in the Rye]
Si vous voulez vraiment que je vous dise, alors surement la première chose que vous allez demander c’est où je suis nè, et à quoi ca a ressemblé, ma saloperie d’enfance, et ce que faisaint mes parents avant de m’avoir, et toutes ces conneries à la David Copperfield, mais j’ai pas envie de raconter ca e t ...
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n. balestrini, gli invisibili
2007-04-20 14:57:47
I sotterranei sono un dedalo di budelli illuminati ogni venti trenta metri da tubi al neon polverosi appesi a lunghi fili elettrici sbrindellati che pendono dal soffitto di cemento grezzo del sotterraneo spaccato da fenditure profonde lunghe che non si vede la fine e in qualche punto si abbassa gonfiato verso il basso come spinto da un peso enorme che sopra lo schiaccia curvandolo sfondandolo e ogni quattro cinque metri puntelli di grosse travi lo sostengono il legno è marcio ammuffito il suolo è coperto da un sottile velo d’acqua marcia l’odore dolciastro e nauseante di carogna d’animale si mescola all’odore della muffa ogni tanto a una biforcazione o a un incrocio di due budelli ci sono piccoli mucchi di sabbia di cemento bagnati franati calpestati pale e altri attrezzi arrugginiti abbandonati l’aria è umida e dalla bocca escono piccole nuvole di vapore quando si respira quell’aria nauseante
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