Conversazioni sulla lotta di classe (?)
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Articles from Conversazioni sulla lotta di classe (?)

voller, a cosa pensi
2007-05-18 09:48:14
a cosa pensi operaio del terzo turno nell’alba di burro e acciughe quando il cottimo ciondola la testa? [roberto voller, da “nel cucchiaio”, quaderni di salvo imprevisti, 1976] ...
p. emanuele, i
2007-05-18 09:28:25
C’è un’alba chimica anche nel Basento la questione meridionale prende piede e corrode Meglio di così in fotografia non so proprio i fumi gli impianti i colori le torri le prime ruggini come si prestano bene per Antonioni e Visconti per la troupe c’è l’hotel degli ulivi secolari Novanta 90 novanta giovani del comprensorio i più bravi entreranno nello stabilimento, i più bravi - non è più terra bruciata, il metano preme sotto - al burostato ciascuno costa un miliardo 10 alla nona 1 miliardo Intensa la giornata del ministro nella valle c’è Tricarico, Rocco e l’uva puttanella Anemico, burocratico… paziente l’intervento regolatore del potere questa storica denuncia, questi forti ricordi sono di regola tagliati dalla censura e dall’ordine sono tenuti dalla Stato allo stoccaggio La repubblica è una penisola con tanti porti e via mare molti problemi sono risolti Via terra i sindacati la programmazione le autostrade spremono le men ...
l. rauner, segreto aziendale
2007-05-18 09:01:56
Lui voleva imparare tecnica radiotelevisiva ripida la sua via d’apprendistato lo portava in alto su tetti scoscesi trascorse il suo tempo migliore venne promosso manovale e dopo dodici mesi di studio sul montaggio delle antenne seppe con certezza che tutte le viti sono destrorse come si faccia a riparare un apparecchio televisovo è per ora un segreto aziendale. [liselotte rauner, da poesia operia tedesca del 900, studio antologico di m. t. mandalari, feltrinelli, 1974] ...
paolo rossi, 1.112.001 (ballate)
2007-05-16 12:54:46
incipit ballata n°1 dell’essere altrove erano passati i tempi e mentre parlava era da un’altra parte marte o pianeti lontani non importa la scorta di argomenti certo non manca ballata n° 2 ballata anoressica non erano soltanto socialiste le giacchettine di lana miste-cotone altre fibre ed altre componenti percentualmente difficili da etichettare come i paradisi fiscali e i fondi neri speri che non sia così comunque credi che non sia così quantunque ti prendano per la gola e sappiano giocare con i sentimenti la misura però si è ridotta l’anoressia sentimentale lotta con le taglie forti che ti si addicono e allora l’apprendimento cala la guardia e il sentimento che è possedere un po’ gli altri si smorza volevamo essere giganti tanti quanti bastano agli affari e siamo rimasti nani le mani piene non solo di denari tutto è rimasto come è stato e tutto non sarà mai come prima prima del dopo che non è ancora noto solo … la conigliera di taylor attende nuovi animali non ...
paolo rossi, la dentiera di paul newman
2007-05-16 12:42:28
Da ragazzo le prime puttane che andavamo a vedere, insieme al gruppo di amici, incuriositi dalla novità del sesso, erano quelle che battevano sul Viale dei Tigli. Ora non ci sono più, ma al tempo passeggiavano per quelle zone tante signore di varie età che hanno istruito generazioni intere di viareggini diventando, a modo loro, delle celebrità. Ogni tanto andavamo a vedere le puttane che giravano da quelle parti per imparare nuove cose sull’argomento. Insieme a quelle signore e ai loro clienti circolavano tra noi anche una serie di storie che celebravano le doti e le capacità di ognuna. La Giovannona dalle grosse tette che prometteva pratiche esotiche, la Marinella che portava dei grossi ciuffi e rassomigliava vagamente alla cantante Mina, e, tra di loro, era famosa la Renata, una napoletana di una cinquantina d’anni e un’ottantina di chili, che aveva una certa fama perché, se la prestazione lo richiedeva, poteva togliersi la dentiera e garantire servizietti partico ...
almodovar, todo sobre mi madre
2007-05-15 16:02:38
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v. lamarque, l’amore mio è buonissimo
2007-05-15 15:54:09
l’amore mio è buonissimo infatti quando si ricorda si sforza di farmi delle domandine per far vedere che si interessa a me l’amore mio poverino è commovente l’amore mio quando era bambino era timidissimo con le bambine anch’io quando ero bambina ero timidissima con i bambini forse però l’amore mio un giorno mi avrebbe chiesto come ti chiami e dopo avrebbe giocato con me un po’ a palla l’amore mio quando era bambino chissà che grembiulini metteva e se era un bambino buono o così così l’amore mio quando era bambino se sapevo dov’era me lo rubavo [..] [vivian lamarque, da “teresino”] ...
b. frabotta, ma se i compagni
2007-05-15 15:37:50
Ma se i compagni ritardano l’appuntamento ai pantaloni che rullano nel turbine al piovasco dispettoso stingendo al petto i volantini inzuppati la temuta mia infedeltà piccolo-borghese mi adorna la gola in nodini rugginosi di perline. Stecchita nel freddo a loro che non vengono sbocco arancio di mestruo adolescente il sole mostro al sole che se ne va cauta distrazione (che non aspetti il sole) cupamente arragiando in un traguardo solido di saliva e di cipolline un imprevisto arcolobaleno che ti sventola sotto il naso appena fuori dall’orinatoio viso zuppo di vento a collezionare impacciato ricordi che presto dirai revisionisti e io che li ho visti dietro l’angolo rossi di maglie e di giornali venire alla quotidiana propaganda mi chino sull’orlo di un zampillo di piazza vittorio scoprendo i nastri fiammanti del reggicalze che tu scontrosamente arringhi nel tuo perenne ringiovanire. [biancamaria frabotta, da “il rumore delle poesia”] ...
ashby, harold and maude
2007-05-14 15:34:09
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g. marini, e noi folli e giusti
2007-05-14 14:27:28
E noi folli e giusti nella luce della grata con i cuori di campana. Non gridare mi dicevi se ci sono i carcerieri. Non sai, è stato il giorno dopo addormentarmi su un sedile di pietra, mentre cadevano rugiade dalle cime, nuvole della montagna, nel reticolato mi sono svegliato con la bocca dell’erba, con la camicia delle piogge che battono i vetri della cella con tutte le braccia che possono colmare le finestre della cinta. Gli occhi pieni del rumore dei passi, mi hanno svegliato. E, giusto e folle, non ho detto a nessuno che ti ho svegliato. E’ stato il fresco di qualche fiore di muro a farmi ritornare il tesoro della guancia di muschio, sabbie appena mosse, foglie lunghe dai colori di mani belle perchè sanno dipingere. La rotondità della immagine, i nidi del seno. Il ventre come il frutto, il suo abbandono al sole del campo, come l’effetto di una canzone nelle società naturali. Nelle vita diventata, per legge la caccia, uomini e uccelli sono i primi a soffrire, g ...
r. m. rilke, la x elegia
2007-05-12 02:04:12
[..] E noi che la felicità la pensiamo in ascesa sentiremmo la commozione, che quasi ci atterra sgomenti. per una cosa felice che cade. [rainer maria rilke, elegie duinesi, einaudi] ...
pasolini, accattone
2007-05-11 12:32:46
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bertolucci, il conformista
2007-05-11 12:29:33
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v. bonazza, lemigrante
2007-05-11 11:54:20
alle pietre ai cani alle vacche alle vetrine e ai porci, alle vecchie ai bambini ai vermi e alle puttane; ai clochards ai letti disfatti ai cessi pubblici ai perversi agli sciocchi ai cani randagi ai serpenti all’armè du salut ai lupi ai culi prosi deretani delle donne degli uomini dei bambini e delle galline, alle vigne alle montagne agli insegnanti ai militari a tutta la mmerda nazionale; a tutti gli uomini di buona coscienza ai professori ai preti ai mercanti ai padroni ai lecca culi e lecca cazzi alla sbarra alla verga alla cella alle carcasse alle mosche e ai vermi; ai muri ai ratè ai falliti agli alcolisti ai criminali, alle donne per bene, a tutti i vermi della terra. questo libro dedico. [vincenzo bonazza, lemigrante, dedalo, 1976] ...
apologo sui cartelli stradali
2007-05-11 05:23:28
Scopo della cartellonistica stradale è evitare che, dell’insieme mutevole di auto, camion con rimorchio, animali selvatici vaganti, massi in caduta, biciclette, bambini venga in contatto con altro elemento dell’insieme (ognuno e ogni cosa è presente nei divieti, non sono ammesse sovrapposizioni di identità: sei camion, auto o bambino, animale vagante o frana). Sulla strada toccarsi è catastrofico, sulla strada puoi soltanto circolare nel senso indicato, il passato sta in uno specchio di pochi centimetri che è pericoloso attardarsi a guardare. Solo avanti, solo in fretta, solo a destra, solo e basta. La cartellonistica sa cosa fare e chi deve farlo ( e quel qualcuno è il pilota). Una forma automatica di coscienza deve permettere di mantenere costantemente la giusta distanza nello spazio/tempo(maggiore o minore a seconda della velocità, delle condizioni del manto stradale e della visibilità) da qualsiasi possibile contatto. Il pericolo maggiore è l’imprevisto, ...
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