Articles from Conversazioni sulla lotta di classe (?) |
l. bianciardi, la vita agra
2007-05-26 01:29:22
Io resto lì mezzo coricato, coi pensieri sempre più nebbiosi. Mentre si guardavano soffiò la granata del bengala, e tracciò il suo arco iridescente e sbottò nel paracadute. Dev’essere così: quel plopped è uno sbottò. Ma più avanti come la metto? E’ lo stesso plopped, no? Dice: the soft blob of light plopped and burst on the open page. E’ quando Gragnon sta leggendo Gil Blas, lo ricordo. La morbida bolla di luce gocciò e si ruppe sulla pagina aperta. Come quella che spenge Anna prima di venire nel mio letto. E anch’io, tra poco, sbotto e goccio. Dunque quel plopped va bene così, no? Poi il sonno è già arrivato e per sei ore io non ci sono più.
[luciano bianciardi, la vita agra, bompiani, 2002]
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o. ottieri, donnarumma all’assalto
2007-05-26 01:17:35
Domani, lunedì, comincio.
Stamani abbiamo lasciato a Santa Maria l’albergo delle Terme sul lungomare, alla volta della nostra casa d’affitto sulla Statale, sopra Castello. Mentre scendevo con le valige nell’atrio, un uomo vestito di maglia marrone è venuto avanti e ha chiesto del direttore, di me.
Ho detto subito: “Io non sono il direttore. Sono un impiegato qualsiasi. Non ho ancora cominciato a lavorare.”
L’uomo non si è dispiaciuto né di è deluso, come se non vi credesse o come se un impiegato del nuovo stabilimento valesse comunque un direttore. Alto, dignitoso, biondastro, aveva ugualmente una domanda pronta: “Dottore, cercate una casa?”
[ottiero ottieri, donnarumma all’assalto, bompiani, 1974]
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paolo rossi, baladas (traducciones de rita kratsman)
2007-05-26 00:57:15
nº 1 - balada del ser más allá
habían pasado los tiempos
y mientras hablaba era desde otra parte
marte o los planetas lejanos no importa
la provisión de argumentos es cierto no falta
n° 2 - balada anoréxica
no eran solamente socialistas las chaquetillas de lana con mezcla de algodón
otras fibras y otros componentes
porcentualmente difíciles de etiquetar
como los paraísos fiscales y los fondos negros
esperás de todos modos que no sea así
crees que así no sea
aun cuando te oprimen la garganta
y sepan jugar con los sentimientos
la medida sin embargo se redujo
la anorexia sentimental lucha
contra los talles grandes que te asignan
y entonces el aprendizaje la guardia
y el sentimiento
que es poseer un poco a los otros
se amortigua
queríamos ser gigantes lo necesario como para los negocios
y quedamos enanos las manos llenas no sólo de dinero
todo quedó como había sido y todo
no será nunca como antes
antes del después que todavía no se nota
todavía… la conejera de taylo ...
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r. carver, di notte i salmoni escono
2007-05-24 12:16:04
Di notte i salmoni escono
dal fiume e vanno in città.
Evitano i posti che si chiamano
Foster’s Freeze, o A&W, o Smiley’s,
e invece nuotano ben vicino
alle case di Wright Avenue dove a volte
nelle prime ore del mattino
si può anche sentirli scuotere le maniglie
o sbattere contro i cavi della tv.
Lasciamo aperte le finestre sul retro
e gridiamo quando sentiamo sciaguattare.
Le mattine poi sono una delusione.
[raymond carver, voi non sapete che cos’è l’amore, minimun fax, 1998]
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rita kratsman, el cuaderno de amanda (3)
2007-05-23 15:02:35
-no te quedes ahí como una estatua la lluvia de días paró
en el Patio las mujeres nos ofrecen pancitos con dulce
-esas que juegan todo el tiempo en la vereda
no tienen madre
-¿qué estamos mirando ahora?
-¿qué tenemos que mirar?
-las Luciérnagas que deambulan entre las ortigas
acrobacia de un descenso
sobre la piel velluda de los geranios
* * *
- non rimanere lì come una statua la pioggia di giorni è finita
nel cortile le donne ci offrono dolcetti e vin santo
- quelli che giocano tutto il tempo sui marciapiedi
non hanno madre
- cosa stiamo guardando adesso?
- che cosa dobbiamo guardare?
- le lucciole vagano tra le ortiche
acrobazia di un attacco
sopra la pelle vellutata dei gerani
[libera traduzione di paolo rossi]
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h. melville, bartleby, lo scrivano
2007-05-23 14:39:03
Non occorrerebbe dire molto di più in questa storia. L’immaginazione può facilmente dare l’idea dello spoglio rituale del seppellimento del povero Bartleby. Ma prima di accomiatarmi dal lettore, lasciatemi dire che, se questo racconto ha suscitato la curiosità di sapere chi fosse Bartleby e che vita avesse condotto prima che lo conoscesse il presente narratore, posso soltanto rispondere che io pienamente condivido tale curiosità, ma sono del tutto incapace di soddisfarla. Eppure a questo punto sono incerto se divulgare l’eco di una diceria che giunse al mio orecchio alcuni mesi dopo la morte dello scrivano. Su quali basi poggiasse non sono mai riuscito ad accertare; quindi, non sono in grado di dire quanto ci sia di vero. Ma poiché questa vaga notizia, comunque riportata, non mi sembra priva di una sua suggestione, forse lo stesso parrà agli altri; così ne farò un breve cenno. Ecco la notizia: Bartleby era stato un impiegato subalterno nell’ufficio delle ...
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rita kratsman, el cuaderno de amanda (2)
2007-05-22 14:37:09
la lluvia y su armonía para el baile de una ondina
-¿ves esas redes de vidrio? ¿alcanzás a ver ?
ahora nos arropa el sueño
collar de noches parecidas
la Casa se impregna del vaho
y ya no están los racimos que espiaban
es que estamos vigiladas por una lechuza
nunca llega la mañana
en las sábanas crece una Floresta de cardos
cardos
* * *
l’armonia della pioggia per il ballo di una giovane ninfa
- vedete quelle reti di vetro? cominciate a vedere?
adesso ci protegge il sogno e
collane uguali di notti
la Casa s’impregna di una nebbia
e non sono più i grappoli d’uva a spiare
vigila su di noi un barbagianni
la mattina non arriva mai
nelle savane cresce una Foresta di cardi
cardi
[ibera traduzione di paolo rossi]
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paolo rossi, ma cosa è stato (?)
2007-05-21 13:56:00
ma cosa è stato (?)
forse un umore del sangue
che gli fa guardare le cose a quel modo
o il mare che non risponde
e non ha logica se non quella di esserci sempre
ma cosa è stato (?)
(per capire solo per capire diceva le prime volte)
e perchè si sente diverso dagli altri
lo sa che non sono stati i libri
che di libri ne ha sempre letti pochi
ma le prime volte usava le parole degli altri
che erano appunto la lotta di classe
e quelle cose lì che nemmeno capiva bene
e quando non sono bastate quelle spiegazioni
ha provato a capirci qualcosa della sua analisi logica
fatta di avverbi e aggettivi
ma cosa è stato allora (?)
poi scende dal suo tram arancio
e sull’ascensore di formica marrone
prende le chiavi di casa
e fuori dalla porta lo aspetta un vicino mai visto
che in quel palazzo di Piazzale Corvetto
non conosce nessuno
buonasera lo saluta
e lui non risponde al suo saluto
buonasera pensa mentre chiude la porta di casa
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paolo rossi, vladivostock (2)
2007-05-20 14:10:09
Debora era la figlia di Oreste, che faceva da alcuni anni il caposquadra di uno dei servizi comunali nel Settore Lavori Pubblici. Un brav’uomo, anche se erano in molti quelli che pensavano avesse fatto affari con il costruttore ed erano sicuri che questo gli avesse procurato qualche beneficio. Per il suo appartamento, dicevano, l’impresario aveva usato materiali migliori, confrontati a quelli usati per le altre case e per questa ragione quando lo incontravano per strada lo tenevano a distanza. Anche sul posto di lavoro non godeva per la verità di molte simpatie avendo fatto carriera all’interno della macchina comunale per ragioni politiche e sindacali.
Oreste Soderi sembrava in ogni modo indifferente all’ostilità dei suoi colleghi di lavoro e dei vicini di casa. Quando gli capitava di incontrarne alcuni che sostavano sulle panchine di fronte alle nuove palazzine, si ficcava in casa apparentemente più sereno del solito, facendo finta di nulla.
Al tempo che avevano iniziato a ...
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g. majorino, la capitale del nord
2007-05-20 13:56:23
O mia città vedo le porte gli archi
che un tempo limitavano il tuo cauto
intrecciarsi di case strade parchi
oggi spezzarti come una frontiera
o come una catena di pontili
congiungere le tue zone più vili
ai box del centro dove grandi banche
rivali o consociate in busta chiusa
dan vita o morte in crediti d’usura
legate col cordone ombelicale
del capitale e in loro trasformate
e quelle in queste ritmica simbiosi
le sedi razionali dell’industria
con l’asino alla mola e i nuovi impianti
la rapida salita - la discesa
più rapida - la sedia dei trent’anni
intorno curve di negozi
la Galleria col tronco fatto a croce
in fondo oltre la Scala la gran piazza
Cavour congestionata la questura
la pietra dell’Angelicum trapassi
violenti e luminosi in via Manzoni
il tufo è ancora base ai grattacieli?
[…]
[giancarlo majorino, la capitale del nord, schwarz, 1959]
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paolo rossi, vladivostock (1)
2007-05-20 11:49:44
Il giorno in cui le ruspe demolivano il ristorante Robè, un piccolo locale abusivo che preparava piatti a base di pesce ai viareggini e agli stranieri ospitati nel vicino campeggio, ai margini del terreno in cui dovevano costruire ventiquattro appartamenti, la cooperativa edilizia esisteva da alcuni mesi.
Il progetto prevedeva che fossero realizzate sei palazzine a due piani con relativo posto macchina e sottotetto. Le ville vicine avrebbero forse sfigurato, ma era sempre meglio che lasciare un campo pieno d’erbacce e una baracca che tentava di assomigliare ad una trattoria. Quando il progetto venne approvato, i proprietari erano stati a parlare con l’assessore comunale per capire che cosa sarebbe successo e quanto la loro villa sarebbe stata penalizzata. Ma si erano presto rassegnati a confinare con alcune palazzine di edilizia economica e popolare e non avevano fatto più storie. In ogni caso non avrebbero cambiato le proprie abitudini continuando a comportarsi come se intorno n ...
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l. meneghello, congedo
2007-05-20 01:43:38
Il piano inferiore del mondo
ha un orlo di monti celesti
ed è colmo di paesi.
Nei broli annerisce l’uva
che nessuno vuole raccogliere,
ne prendono qualche graspo
gli operai dell’officina,
uno ne piluccano uno ne gettano,
giacciono i gioiello neri
sotto le viti tra l’erbacce.
Smurata è la mura dell’orto,
dilaniato il core,
mucchi di strame ingobrano
la corte, coppi caduti,
rotti rametti, pali fradici.
Intorno si bede sorgere
un mondo di cose nuove,
questa roba si spazza via,
trinfa un rigoglio
banale e potente.
Non è più una parodia,
è vero uso moderno,
i geometri se ne intendono
delle cose e dei loro nomi,
mio piccolo popolo
forzato da un ramo villano
di storia italiana,
è una foto ricordo - sorridi.
Va libretto mio, va a roccolare.
[luigi meneghello, pomo pero, mondadori, 1987]
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