Articles from Conversazioni sulla lotta di classe (?) |
voller, ha avuto entrambe le mani
2007-06-13 12:58:04
ha avuto entrambe le mani
maciullate da una macchina utensile
(non doveva assolutamente succedere
ma è assolutamente successo)
ora ha due protesi meccaniche
(un fiore di scienza)
che tutto attanagliano
(quasi tutto potrà fare fuorchè
per esempio suonare strumenti a corda
o se branler)
si allena con tutta l’anima e corpo:
vuol essere pronto al più presto
per stringere forte forte forte
la mano del suo ex-paron
[roberto voller, da plazer, gazebo, 2006]
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paolo rossi, martedì 12 giugno 2007
2007-06-12 12:35:30
l’altra notte ho sognato gianni pirotta che è morto di malaria quasi due anni fa… non ricordo il sogno ma ricordo bene che era in pace e vestito di tanti colori. questa sera intorno alle sei è comparso quasi dal nulla, come in un sogno, moussà traorè che non vedevo da quasi un anno e che era in italia per un mostra delle sue strane sculture di ferro. quando l’ho accompagnato all’uscita gli ho raccontato del sogno anche perchè moussà è forse l’unica persona che conosco a cui potevo raccontare quel sogno. moussà da buon senegalese un po’ animista queste le cose le capisce. e anch’io credo in fondo che un legame ci sia.
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paolo rossi, venerdì 8 giugno 2007
2007-06-08 12:38:34
oggi non ho scritto nulla, e nemmeno domani, sabato, e domani l’altro, domenica, scriverò qualcosa… perchè ho comprato la tempera e mi sono messo ad imbiancare casa. Anche mio padre con la fine delle scuole, e perchè bisognava preparare la casa per i bagnanti, imbiancava a calcina tutta la casa. C’è stato un periodo che faceva le stanze e i relativi soffitti colorati… una volta aveva dato un po di vernice argentata al lampadario dell’ingresso e qualche schizzo di quell’argento era finito sul soffitto azzurro… la sua spiegazione era stata che quei puntini argentati intorno alla luce erano piccole stelle che giravano intorno a quel sole bianco. Io non so ancora se intorno a qualche lampada farò in questi giorni un mucchietto di stelle argentate.
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paolo rossi, giovedì 7 giugno 2007
2007-06-07 14:35:51
stasera ho scoperto che Rita (Kratsman) ha tradotto in spagnolo la citazione (mercoledì 6 giugno 2007) di Alberto Asor Rosa e un vecchio amico di tanti anni fa, Roberto Voller, ha letto su questo bloggino da quattro soldi, una sua poesia (a cosa pensi | operaio del terzo turno | l’alba di burro e acciughe | quando il cottimo ciondola la testa?) di una trentina di anni fa (qualche settimana fa mi aveva invece scritto invece Vincenzo (Guerrazzi)).
non è proprio come prendere un caffè con un amico ma è quasi la stessa cosa…
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paolo rossi, mercoledì 6 giugno 2007
2007-06-06 10:10:06
ho riletto qualche pagina ieri sera dell’Ultimo paradosso di Alberto Asor Rosa, un libro dell’85 che si presta bene a letture notturne quando bastano poche righe per addormentarsi.
In particolare al punto 36. La polvere degli umili, ho trovato parecchie suggestioni che sono in sintonia, o perlomeno vorrebbero esserlo con quanto sto provando a scrivere in queste conversazioni.
La polvere degli umili è il prodotto di una negazione di destino: ma questa negazione, questo rifiuto, ora sono lì ad imporre con la propria gigantesca, materiale consistenza, una logica assai diversa da quella finora gestita dagli individui superiori. Bisogna cominciare a fare i conti con questa colossale assenza di destino, se si vuole recuperare, mentre sta morendo come per un inarrestabile deperimento organico, quel senso del destino, che serve a cambiare le cose: senza inventarsi tradizioni che non esistono né proporsi finalità di salvazione, ma solo lavorando a modellare la materia priva di f ...
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paolo rossi, martedì 5 giugno 2007
2007-06-05 12:45:01
il secondo in un secondo come un secondino mi aspetta e gioca a nascondino ancora un minutino piccino piccino in un secondo questo giorno è passato ma è durato anche troppo per i miei gusti e quando li rimpiengerai allora che dovrai dire un secondo solo un secondo e la primavera/estate è tornata indietro anche se la signora delle pulizie mi ha detto che tornerà il caldo come qualche settimana fa… un secondo solo un secondo per non dire niente ma per esserci anche oggi con queste cose e non lo so mica se è un buon esercizio (forse si) (o non sarà poi vero che quando si invecchia si torna bambini?)
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japan
2007-06-04 14:57:08
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paolo rossi, lunedì 4 giugno 2007
2007-06-04 12:18:02
è tutto il giorno che ci penso e per la verità è da un di tempo che sento il bisogno di precisare perchè e che senso hanno le cose che metto qua dentro. ma chi se ne frega per quei due gatti che le leggono… ma sì proprio per quei due gatti che ogni tanto la leggono… proprio per loro. intanto bisogna dire che di solito lo faccio quando ritorno a casa e utilizzo quel tempo per pensare anche alle cose che potrei scrivere… e poi perchè è un modo per aprire altre porte… sì ci sto provando a scrivere una storia per come so fare e anche le cose che stanno intorno fanno parte di quella storia… perchè la sera quando vado a letto mi porto dietro qualche cosa da leggere e se questo qualcosa mi colpisce voglio dirlo a qualcuno che ho letto qualcosa di bello o interessante o anche solo stimolante… lo so che non si fa così o forse si perchè no… lo so che bisognerebbe dire cose interessanti ma io preferisco riscrivere pizzichi di storie ch ...
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s. vilardo, tutti dicono germania germania
2007-06-03 02:18:52
1.
Sono partito per la Germania nel sessantuno
chè non avevo lavoro
Quando facevo una giornata
per due giorni poi restavo a spasso
Facevo il manovale
guadagnavo millecinquecento lire al giorno
in Germania invece
tre marchi tre marchi e mezzo l’ora
Siccome avevo un contratto di lavoro
alla stazione trovai uno ad aspettarmi
che mi portò in baracca dai compagni
I primi giorni pensavo sempre alla famiglia
ma mi volli rassegnare
e quando accumulavo un po’ di soldi
li mandavo a casa
Poi diventai aiutante carpentiere
e mi aumentarono la paga
Guadagnavo quattrocentocinquanta cinquecento lire l’ora
per dieci ore cinquemila lire
ma dovevo pagarci le tasse l’assicurazione la chiesa
Non mi sono adattato subito
chè non capivo la lingua
se il pulia mi mandava a prendere un attrezzo di lavoro
io dimenticavo la parola
e ritornavo indietro con la coda tra le gambe
come un cane bastonato
e così mi sfottevano tutti e mi rimproveravano
Magari adesso che mi trovo lì da quattro ...
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p. valduga, quartine
2007-06-03 01:17:51
129.
Gli uomini umani sono in estinzione.
Bisogna amarli come li facciamo,
resuscitarli con la devozione…
Oppure farli come li vogliamo.
165.
Vero, non voglio più chi non mi vuole.
Nè chi mi vuole troppo: è un oppressore.
Voglio semplicemente le parole,
sono loro il mio solo grande amore.
188.
Di quel poco che resta di quel fuoco
resta l’amore quando non si fa
che soffre troppo del suo troppo poco,
però profuma di felicità.
[patrizia valduga, quartine. seconda centuria, einaudi]
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h. m. enzenberger, la fine del titanic
2007-06-02 08:33:47
Canto quinto
Rubate ciò che vi è stato rubato,
prendetevi finalmente quel che è vostro, gridava,
intirizzito, la giacca gli andava stretta,
i suoi capelli guizzavano sotto le gru
e lui gridava: io sono uno di voi,
cosa state ancora ad aspettare? Adesso
è ora, sfondate le barriere,
gettate la gentaglia a mare,
comprese le valigie, i cani, i lacchè,
le donne anch’esse e persino i bambini,
con violenza, coi coltelli, con le nude mani!
E mostrava loro il coltello,
mostrava loro la nuda mano.
Ma quelli della terza classe,
emigranti tutti, stavano lì fermi
nell’oscurità, si toglievano tranquillamente
il berretto e restavano ad ascoltarlo.
[hans magnus enzenberger, la fine del titanic, einaudi]
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